Mi presento

Di notte al faro di Slettnes, il faro più a nord d’Europa, forse del mondo, ma certamente uno dei posti più incredibili in cui sia mai stato – Finnmark Norvegese – Luglio 2018

 

 

 

Mi chiamo Giovanni, ho quasi 40 anni, sono di Firenze, e mi sono laureato ormai tanti anni fa in Ingegneria.
Così recita il mio Curriculum Vitae. Tutto giusto, tutto esatto, ma il mio curriculum, come ogni curriculum, non dice niente di realmente importante su di me, non mi rappresenta affatto. Così, quando devo parlare di me a qualcuno, mi piace dire semplicemente di essere un esploratore, un curioso della vita e del mondo.

Sono costantemente trascinato dal bisogno di conoscere e scoprire cose nuove, che si tratti di luoghi, di arte, di fotografia, di scienza, di letteratura. Si deve conoscere, crescere ed evolvere. Sempre. Questo bisogno di esplorazione dà senso ed energia ad ogni aspetto della vita, perché tutto nella vita è esplorazione, tutto è ricerca, tutto è curiosità. I viaggi e la fotografia sono il modo più evidente con cui do sfogo a tutto questo. Sono la classica persona percorsa a cui corre un brivido lungo la schiena, ogni volta che si parla di partire o semplicemente di posti nuovi da scoprire. Conseguenze di una malattia grave: il sacro fuoco dell’esploratore. 

 

Non ho alcun talento particolare. Sono solo appassionatamente curioso
–  Albert Einstein  –

 

All’inizio, quando ero ragazzino, mi sono avvicinato alla fotografia, grazie a padre, come credo sia capitato a quasi tutti. E questa “fotografia” ha saputo darmi la spinta per andare sempre più lontano, per conoscere il mondo, per trovarne una chiave di lettura, ed ho scoperto di essere un viaggiatore, ancora prima che un fotografo. Sta di fatto che quando ho una macchina fotografica con me, le energie si moltiplicano, e desidero solo spingermi sempre più lontano, senza guardare in faccia alla fatica, alle intemperie o agli ostacoli. Osservare il mondo da dentro un oculare è incredibilmente stimolante. L’ho spiegato a me stesso, tirando in ballo la vana ricerca di imbrigliare il tempo, e con esso le briciole di bellezza che si incontrano lungo il cammino.

Tarkoscky, nella poesia che ho scelto per la copertina di questo mio sito, dice che «C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore / L’uomo ovunque vada è la propria anima che sta cercando» e credo che sia proprio vero. Ci spostiamo col corpo per conoscere meglio noi stessi. Abbiamo bisogno di viaggiare. Il viaggio e la vita sono la stessa cosa, anche se li chiamiamo con termini differenti. E viaggiare è forse la forma di vita più intensa, più profonda, più appagante che si possa sperimentare, e credo che sia per questo che, come una vera droga, non ne possa fare a meno.

 

 Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco
–  Josef Koudelka  –

 

Io quindi cerco di viaggiare ogni volta che posso, e allo stesso tempo cerco di fotografare ogni volta che posso. Sono già stato in molti posti del mondo, anche agli antipodi, ma il mondo è incredibilmente vario e la lista delle possibili mete non si accorcia mai. Per quanto mi impegni a viaggiare, sono sempre di più i posti dove vorrei andare, o i posti dove vorrei tornare, di quelli in cui riesco a recarmi veramente. 

 

Non sono stato ovunque, ma è sulla mia lista
– Susan Sontag –

 

Eppure di tutto quanto, qualche anno fa, la mia attenzione si è fermata sul Grande Nord. Sono sempre restato a bocca aperta vedendo le immagini girate in luoghi così incredibilmente lontani da noi e così vicini ai poli, e poi ci sono stato, ho scoperto l’Islanda, e subito dopo, in rapida successone, il resto del nord. Da allora andare lassù è diventato un bisogno fisico, irrinunciabile, ed ho attraversato il Circolo Polare innumerevoli volte in tutte le stagioni. Se è vero che ognuno ha un suo posto speciale, beh, ecco, il mio sta lassù, ai confini del mondo. Non so spiegarlo, non so se sia il candore e la quiete dei paesaggi invernali ricoperti di neve, o quella sensazione di infinita libertà delle notti senza buio, o il contatto diretto con la potenza della natura, ma in quei luoghi mi sento vivo, vivo come non sapevo di esserlo.

 

Per molti anni ho progettato sistemi spaziali. Le astronavi erano il mio lavoro e la mia vita.
Ora preferisco il mondo vero, basso, e duro. Mi sento un “Progettista di Viaggi”
– Giovanni Gambacciani –

 

Più recentemente ho iniziato una serie di collaborazioni con vari Tour Operator specializzati nei territori del grande Nord. Grazie a questi operatori ho iniziato a inventarmi itinerari sempre nuovi e stimolanti, ed a formare gruppi di appassionati per condividere con gli altri questa mia lunga esperienza, ma sopratutto il mio modo di vivere questi luoghi, la mia idea di viaggio e di mondo. 

In particolare è nato un forte legame con LappOne, the FiveSenses of Lapland azienda turistica che ha sede in Svezia, nel cuore della Lapponia, gestita in buona parte da italiani. Grazie a loro così sensibili alle esigenze dei viaggiatori e dei fotografi, riesco a creare ed a proporre tour molto particolari rivolti a seconda del caso, a chi vuole divertirsi ed immergersi in questi luoghi e scoprire la storia e cultura, o a chi ama viaggiare insieme alla propria macchina fotografica, per cercare di realizzare lo scatto perfetto.

Qualunque sia lo scopo o le attese di chi parte, credo che alla fine viaggiare in gruppo sia sempre il modo più divertente e stimolante di fare le cose. Ognuno apporta la sua esperienza, ed il suo punto di vista sul mondo e sulle cose, persino quando non si va d’accordo, arricchendo così tutta l’esperienza del viaggio che è l’aspetto che mi preme di più. E poi si creano amicizie e legami, e si torna arricchiti nell’anima e più bravi dal punto di vista fotografico. Quei luoghi .. lassù … così lontani dal nostro essere mediterranei … sono prima di tutto delle cure per le nostre anime, ridanno un centro alle nostre vite.

 

 

 

 

 

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Io e Godafoss di prima mattina, circondato da un freddo micidiale – Aprile 2016

 

 

Al cospetto della magica luce dell’Alba di MezzoGiorno – Gennaio 2017

 

 

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All’International Air Show di Parigi, Les Burget. Ogni tanto è divertente fare qualche foto a roba che da tanto gas 😉 – Giugno 2013

 

 

 

Questa che tengo in mano è una delle stampe fine art di grande formato che ho preparato con l’aiuto di Gabriele Danesi per le serate che organizzo in giro per l’italia ed in cui racconto dei viaggi nel Grande Nord, di come funziona lassù, sopra il circolo polare – Aprile 2018

 

 

Un autoritratto, a Capo Nord, ovvero il tetto del Mondo, ci vuole, e poi con una notte così – Luglio 2018

 

 

 

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