La stabilizzazione d’immagine. E’ davvero così importante ?

Si parla spesso della stabilizzazione d’immagine, e molti scelgono un sistema rispetto ad un’altro anche in base alla presenza di questa tecnologia, tecnologia che una volta era riservata solo a sistemi professionali o comunque ad applicazioni di nicchia, e che invece adesso spopola un po’ ovunque. Una vera moda. Certo, tutti sanno genericamente che le foto vengono più ferme, quindi “migliori” quando c’è questo sistema su di una certa lente, ma leggendo in giro, o parlando con le persone, si percepisce tanta confusione. Raramente chi usa un sistema stabilizzato, ha una reale comprensione di quale sia il suo scopo e quando può apportare dei veri benefici. Invece è molto chiaro come si tenda a sovrastimare l’importanza di questa tecnologia, ed a pensare che sia un pò la soluzione a tanti mali.

Va anche detto che ogni produttore chiama questi sistemi con dei nomi commerciali o delle sigle diverse, che campeggiano nelle pubblicità e nei dati di targa dei prodotti. Ad esempio le ottiche Canon riportano la dicitura IS che sta per Image Stabilization, mentre Nikon chiama il proprio sistema VR come Vibration Reduction, ed ancora … Sigma usa la sigla OS cioè Optical Stabilizer, Tamron scrive VC, ecc ecc .. ma l’elenco potrebbe essere molto lungo. Anche se ogni produttore ha una sua tecnologia proprietaria, dal punto di vista concettuale, il principio di funzionamento è lo stesso per tutti.

In poche parole, ci sono delle specifiche lenti, all’interno dell’obbiettivo, che si muovono in opposizione al movimento dell’obbiettivo stesso. In questo modo la luce che arriva al sensore non si deflette con il movimento e l’immagine risultate appare ferma o più ferma. Discorso leggermente diverso per la tecnologia di stabilizzazione del sensore, che ha iniziato a diffondersi più di recente, e che applica questo movimento di compensazione direttamente al sensore all’interno del corpo macchina. L’effetto finale è molto simile, ed i due sistemi posso anche coesistere in certe condizioni. Al dilà di questi discorsi tecnici, è cmq importante sottolineare che il gioco funziona per i piccolissimi spostamenti del gruppo camera+obbiettivo, movimenti che dovremmo definire vibrazioni, e che generiamo noi stessi, inconsapevolmente, con il nostro corpo, in cui c’è un cuore che batte e dei polmoni che si caricano e scaricano di aria.

 

 


– Questi sono i manettini presenti su una delle lenti sportive più diffuse al mondo e cioè il canon 70-200 f4 IS, prodotto dal 2006. Come si vede ce ne sono due completamente dedicati allo stabilizzatore –


 

PREMESSA 1: Lo STABILIZZATORE ha come scopo quello di evitare il mosso nelle foto (e di conseguenza massimizzare la nitidezza), però quello che molti non sanno o a cui non pensano, è che stabilizzatore può SOLO ridurre i movimenti del NOSTRO CORPO cioè i micro-movimenti che involontariamente induciamo nella macchina fotografica quando la teniamo in mano. Se il soggetto si muove (e si soggetti si muovono quasi sempre) lo stabilizzatore non modifica in alcun modo il suo movimento. Lo stabilizzatore non stabilizza il soggetto, in nessun modo. 

NOI CI MUOVIAMO CONTINUAMENTE: Per quanto possiamo razionalmente tentare di stare fermi come arcieri olimpici nell’atto di scoccare una freccia, il nostro corpo si muove lo stesso. Il nostro corpo fa in automatico un sacco di cose anche se noi non ci pensiamo. Ad esempio il nostro cuore batte ritmicamente e lo fa continuamente, e questa è una cosa molto buona per la nostra sopravvivenza, ma fa si che tutti i vasi sanguigni del corpo, si gonfino e si sgonfino. Poi c’è il respiro, che in parte è controllabile,e che fa gonfiare e sgonfiare il torace. Ma anche la sola pressione del tasto di scatto fa muovere tutti i muscoli dell’itero braccio, che quindi contrarre e si muove. 

OGNUNO E’ INSTABILE A MODO SUO: Non tutti siamo stabili nello stesso modo, non tutti siamo in grado di controllare il corpo allo stesso modo, ma che si sia allenati o meno in questo senso, nessuno è perfettamente simmetrico e stabile. In più, spesso, il luogo dove ci troviamo non sempre ci permette di assumere una postura corretta, o di avere la giusta serenità e calma per preparare lo scatto.

ANCHE LA MACCHINA si MUOVE: Quando scattiamo all’interno della macchina alcune parti meccaniche si muovono molto velocemente e queste, pur essendo molto piccole, possono provocare intense vibrazioni, che possono far muovere tutta la macchina, l’obbiettivo e persino spostare la nostra mano. La cosa è importante perchè queste vibrazioni pur essendo rapidissime esistono proprio al momento dello scatto e quindi sono molto dannose. Le reflex che hanno il meccanismo interno basato sullo specchio sono un pò più sensibili su questo punto, perchè c’è più “roba” che si muove. Le mirrorless  invece hanno solo l’otturatore meccanico e alcune neanche quello, quindi questo tipo di macchine tende a generare meno vibrazioni. 

LA FAMOSA REGOLA EMPIRICA: Ci hanno insegnato da sempre che per non avere del mosso si deve impostare un tempo di scatto che è l’inverso della lunghezza focale. Ad esempio se si scatta con un 50 mm, per prevenire il mosso si deve scattare a 1/50 s o più veloce. Se si scatta con un 400mm, si dovrebbe scattare ad almeno 1/400s. In realtà questa regola è una indicazione di massima decisamente molto rozza, e va presa solo come un vago riferimento.
Intanto si dovrebbe sottolineare che questa regola vale solo per il formato pieno cioè il 35mm, FF o FX, mentre se si usano sensori più piccoli si deve considerare la lunghezza focale equivalente e cioè compresa di fattore di crop (ad esempio un 50mm su micro4:3 si comporta come un 100mm su sensore pieno). In più, con l’aumentare dei Mpx delle ultime macchine, il problema del mosso sta diventando sempre più critico. Più Mpx ci sono in un sensore tanto più accentuato è l’effetto dovuto al mosso, e quindi è indispensabile ridurre i tempi di scatto.

Questa regola, se pur molto generica, ci dà un indirizzo preciso su come ci dobbiamo comportare, e cioè che più le ottiche sono lunghe e più dobbiamo essere veloci con i tempi. Quindi se usiamo un tele-obbiettivo (ad esempio un 200mm) dovremm oscattare con tempi più rapidi che quando usiamo un grandangolo (ad esempio un 24mm). Questo ha senso perchè le vibrazioni che produciamo col corpo e con la macchina sono sempre le stesse, ma usando ottiche lunghe queste vengono “amplificate” rispetto a quando inquadriamo una scena molto vasta con un grandangolo, o più precisamente l’effetto distruttivo sulle nostre immagini è molto più marcato. Per dire … se la nostra mano si spostasse di 1 mm … questo movimento potrebbe non avvertirsi nella foto di una catena montuosa, mentre potrebbe farci mancare il soggetto se inseguiamo un gabbiamo in volo.

Per questo è più facile scattare con i grandangoli quando c’è poca luce, perchè si può lavorare con tempi più lenti senza pregiudicare lo scatto per colpa del mosso, mentre la stessa cosa è impossibile con ottiche lunghe in cui si deve scattare molto veloci anche quando la luce scarseggia (ed è per questo che vengono prodotte e vendute ottiche molto lunghe e molto luminose a prezzi decisamente spaventosi).

IL TEMPO BIOLOGICO: Così chiamo il tempo di sicurezza che servirebbe per ottenere una foto nitida in una certa situazione, tempo che dipende da noi, dal nostro corpo da quale camera ed ottica stiamo usando.

 

Il GRANDE INGANNO
Abbiamo capito che lo stabilizzatore serve esclusivamente a ridurre l’influenza del movimento generato dal proprio corpo, e quello che è è evidente e che nella stra-grande maggioranza dei casi il tempo di scatto, quello che serve ad ottenere una foto nitida, va impostato sul movimento del soggetto e non sul proprio tempo biologico, e questo di fatto riduce moltissimo il beneficio di questa tecnologia.
Facciamo un esempio concreto. Siete in una pista di moto e avete montato un 300mm in cui potete attivare o meno la funzione stabilizzazione. Dalla teoria ci potrebbe dire che il tempo minimo per evitare il mosso sia intorno a 1/500s senza stabilizzatore e circa 1/100s con lo stabilizzatore attivo.  CASO 1) Volete congelare il movimento della moto che vi passa di fornte. Benissimo, per fare questo dovete scattare su tempi di 1/2000s o 1/4000s o più perchè la moto corre molto veloce. Le foto non verranno mosse a prescindere che ci sia la stabilizzazione attivato o meno perché state scattando con tempi rapidissimi. CASO 2) Volete fare un panning, e cioè una forma di mosso creativo, in cui la figura della moto resta ferma nel fotogramma menter lo sfondo è pennellato dal movimento. Benissimo, allora dovete scattare a un 1/200s o a 1/100s  o anche meno. In questo caso il mosso vi serve, e con o senza stabilizzatore attivato, butterete via la maggior parte degli scatti, per averne quei pochi davvero buoni, in cui c’è quel movimento giusto dello sfondo, ma non sul soggetto. E’ probabile che in queste condizioni, spengere lo stabilizzatore vi aiuti persino (anzi andrebbe fatto). I teleobbiettivi di alta qualità hanno infatti la modalità panning che stabilizza solo in una direzione, quella verticale. CASO 3) Avete la possibilità di usare un treppiede o qualche altro tipo di supporto (penso al un mono-piede, oppure siete distesi a terra, o vi siete appoggiati al guard-rail) perchè sapete che le moto passeranno da un punto specifico della pista, e volete fare proprio quell’inquadratura lì. Come noto (e sotto spiego perchè) se si scatta da supporto, lo stabilizzatore va spento perchè lui stesso indurrebbe il mosso. 

QUINDI questo STABILIZZATORE QUANDO SERVE ?
Lo Stabilizzatore fa davvero la differenza solo in pochi casi, e cioè in quei casi in cui il tempo di scatto ottimale per il soggetto è vicino al tempo biologico. Questo certo può capitare in molte circostanze ma non è la normalità dello scatto, ed in oltre, con un pò di attenzione, si può anche evitare che accada. Ad esempio vi capiterà qualcosa del genere se siete ad un concerto, o se scattate ad una cerimonia, se siete in giro a fare panorami a mano libera nell’ora blu, ma sempre e comunque se i soggetti si muoveranno molto poco o addirittura saranno proprio fermi. Tornando all’esempio delle foto alle moto, dovrebbe capitarvi la combinazione in cui non volete/potete fare un panning, non potete usare un supporto, e le circostanze ambientali vi obbligano a scattare sotto a un 1/500s. In questo caso, se la mia ottica non avesse lo stabilizzatore, semplicemente alzerei l’iso o aprirei il diaframma, portandomi quindi in una situazione di tempi diversi. Problema risolto. per curiosità , scrivendo questo articolo, sono andato a guardare nel mio archivio fotografico per capire quante volte che con una certe lente avessi scattato esattamente ai tempi 1/lunghezza focale ed ho verificato che sono situazioni davvero poco comuni. 

QUINDI COMPRARE UN’OTTICA STABILIZZATA ?
Molti spesso chiedono se è indispensabile avere lo stabilizzatore sulle proprie ottiche, cioè in pratica se vale la pena spendere del soldi in più per dotarsi della versione stabilizzata. Ovviamente la risposta è che dipende da caso a caso, e che molto in generale, se c’è è meglio, ma spesso la differenza di costo non giustifica i benefici. Ad esempio il canon 70-200 f4 liscio, cioè senza stabilizzazione, costa la metà della versione stabilizzata, pur essendo praticamente identico per tutto il resto. In questo caso meglio tenersi in tasca i soldi. Decisamente. Sui grandangoli poi la cosa è ancora più assurda, ed anche se adesso va di moda avere lo stabilizzatore anche sotto i 50mm, per me è una cosa senza senso. Posso capire chi magari fa tanto street, ed è abituato a scattare sempre per strada e con luce precaria, ma in generale i benefici sono veramente modesti, quasi nulli. Per chi fa panorami, poi … è più le volte che uno deve disattivarlo di quelle in cui può servire. Ricordo anche che lo stabilizzatore è un componente che può rompersi e quindi non averlo fa incorrere in tanti meno problemi di manutenzione.

LA REGOLAZIONE AVANZATA per il PANNING:

PERCHE’ su TREPPIEDE DEVE ESSERE SPENTO: 

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