Il Polarizzatore : Indispensabile compagno di VIAGGIO

PREMESSA 1: In questo articolo mi riferisco al comune filtro Polarizzatore “Circolare”, e non a quello Lineare. Infatti oggi i polarizzatori sono quasi tutti circolari perché consentono l’uso dell’AutoFocus. Il nome dipende dal tipo di interazione con la luce e non dalla forma che ha l’oggetto, anche se in effetti la forma del polarizzatore circolare è oggettivamente circolare 😉

PREMESSA 2: In questo articolo parlo degli effetti del polarizzatore quando si fotografa all’aperto con luce naturale, quindi tipicamente quando si è in viaggio e si fanno foto di paesaggio. Il filtro può essere usato anche in altre occasioni, ad esempio in sala di posa per levare certi riflessi dal volto della modella, o i riflessi delle carrozzerie delle auto, ma questo è tutto un’altro mondo che a me non interessa approfondire qui.

PREMESSA 3: L’effetto del filtro polarizzatore non è riproducibile in post-produzione: Col il digitale alcuni filtri hanno perso la loro importanza, poiché è possibile, in fase di sviluppo, riprodurre effetti simili, tanto che molti scattano comunemente sempre senza alcun filtro. Il polarizzatore invece è assolutamente insostituibile, perchè seleziona il tipo di luce che andrà sarà catturata dal sensore. Per questo io consiglio sempre a chi viaggia di avere con se un buon polarizzatore, almeno sulla lente grandangolare che si usa di più

PREMESSA 4: NON E’ IMPORTANTE COME FUNZIONA, E’ IMPORTANTE COSA FA. Quando qualcuno  parla del filtro polarizzatore di solito comincia spiegando la fisica della luce polarizzata , le onde ecc. Se volete approfondire questo aspetto specifico potete cercare su google e troverete qualunque cosa, ma dal punto di vista fotografico non serve essere esperti di meccanica ondulatoria. E’ invece molto importante capire come questo filtro possa migliorare le nostre immagini, e in che condizioni ambientali è conveniente usarlo e come. Spero con questa guida di farvi venire voglia di scoprire questo mondo.

 

–  A Sx la macchina monta un polarizzatore Marumi da 82mm montato sul Rokinon 24:3.5 TS, invece a Dx c’è il polarizzatore LEE slim warm da 120mm montato sull’holder omonimo insieme ad un ND graduato da 3 stop soft, tutto su 17-40:4 Canon.  Questi due filtri sono tra i più grossi sul mercato, e si adattano bene a grandangoli anche molto spinti (coprono infatti fino a 16mm circa). Esistono però filtri di tutti i diametri possibili ed immaginabili (anche più grandi o molto più piccoli), adattabili quindi a obiettivi di tutte le dimensioni. Esistono anche anelli riduttori per montare filtri grandi su lenti piccole e come vedremo sotto, questa combinazione potrebbe essere un’ottima soluzione per il portafogli –

 

 

COM’E’ FATTO QUESTO FILTRO ? Il polarizzatore circolare è l’unico che è fatto sempre a forma di disco, cioè non esiste in formato “lastra” (anche se si può usare insieme ai comuni filtri a lastra). E’ sempre un disco perché per funzionare deve poter ruotare su se stesso. Anzi per la precisione è fatto da due vetri molto speciali montati uno sull’altro, che possono girare l’uno rispetto all’altro. E’ la rotazione che permette di attivare o disattivare l’effetto del polarizzatore. In base alla scena, ci sarà una posizione in cui il polarizzatore è completamente inefficace (quindi come se non lo aveste montato) e una in cui produce l’effetto massimo. Nelle posizioni intermedie produrrà un effetto intermedio.

COME SI USA ? Dopo averlo acquistato, dovete avvitarlo stabilmente sulla ghiera frontale di uno dei vostri obbiettivi (magari il vostro grandangolo). Noterete che la parte vicina alla lente resta bloccata / ferma, mentre la parte esterna continuerà a girare con un movimento più o meno fluido (a seconda della marca / modello). Quando state inquadrando una scena, ad esempio un cielo, sia che guardate da dentro l’oculare, che nello schermo posteriore, se andate a girare la parte mobile del filtro e noterete che la scena verrà modificata in base alla posizione del filtro, ed ad esempio alcuni colori  del cielo diventeranno più o meno intensi. E’ molto simile a quando d’estate mettete gli occhiali da sole (che sono dei filtri polarizzatori.. almeno gli occhiali buoni).
OGNI VOLTA che si scatta una certa scena, si deve trovare la posizione corretta perché il filtro funzioni al massimo. OGNI VOLTA!

NOTA 1:  Se scattate a mano libera dovrete impugnare bene la macchina con la destra, tenere l’occhio dentro l’oculare, e azionare il filtro con la sinistra senza guardare quello che fate. Per cui bisogna prendere un attimo di confidenza e poi avere l’accortezza di non toccare il vetro frontale con le dita per evitare di sporcarlo. Se siete sul cavalletto invece potete muovere il filtro con le due mani, e la procedura è decisamente più comoda.

NOTA 2: State attenti a non svitarlo mentre lo ruotate per trovare l’effetto voluto. Ho visto più di una volta qualcuno far finire in terra o in acqua un filtro in questo modo. Quindi ogni tanto assicuratevi che la parte fissa, sia realmente fissa sul barilotto dell’obbiettivo. 

PROTEZIONE: La protezione non è lo scopo principale di questo filtro (ce ne sono di specifici), ma ovviamente in caso di urto, o schizzi, il filtro proteggerà la lente frontale dell’obbiettivo e questo potrebbe essere un bene, visto che di solito il filtro costa decisamente meno della lente, ed è più facile da ripulire.

 

 


L’  EFFETTO  sulle    FOTO

– Confronto sui file RAW non elaborati || Uno scorcio della Val d’Orcia, Pienza Dicembre 2016 –

– Confronto sui file RAW non elaborati || Uno dei monumenti più interessanti di Madrid, in una mattina di fine Novembre 2015 –

 

– Ecco cosa succede all’immagine quando si varia la posizione del polarizzatore. Come si vede da questo semplice video, oltre all’evidente cambiamento della profondità del blu del cielo (che però non è uniforme), tutte le superfici cambiano un poco il loro aspetto. Farei notare ad esempio il riflesso nell’acqua subito sotto l’edificio, oppure la luce che batte sulla parte chiara del cassonetto in basso a sx, ed ancora il contrasto della superficie bianca dell’edificio con le sue superficie a buccia d’arancia  – Questo video è stato registrato a Valencia, di fronte al Palazzo dell’Arte, con il canon 17TS ed il pola LEE slim 105mm, montati su 5DsR, in una pomeriggio di Aprile –

 

Iniziamo guardando questi confronti che ho ripescato dal mio archivio. La stessa scena è stata ripresa semplicemente variando la posizione del polarizzatore (cioè posizione di zero efficacia e poi di massima efficacia). La differenza cromatica salta subito all’occhio, è ben evidente.  Le immagini sono state scattate nelle stesse identiche condizioni con cavalletto e impostazioni manuali. Nessuna modifica è stata apportata ai file originali. Tutto per far in modo che la differenza che si vede sia frutto esclusivo del filtro. Quello che succede è che il filtro assorbe una certa parte della luce della scena, quella polarizzata, facendo uscire l’altra, cioè quella non polarizzata. Questa luce “rimanente” è spesso migliore dal punto di vista fotografico perché rende i cieli più intensi, permette di vedere sotto il pelo dell’acqua, elimina foschia e rende i colori naturalmente più saturi.

L’esperienza piano piano ci aiuta, ma non c’è una regola assoluta che dica qui va usato il pola e qui no. Piuttosto bisogna di volta in volta girare il filtro e valutare se l’effetto che ne risulta è apprezzabile o meno, e valutare quanto questo più arricchire l’immagine che stiamo riprendendo. Certe volte l’effetto sarà potentissimo, tanto da renderlo addirittura fastidioso ed irreale, ed altre sarà così accennato da chiederci se davvero funziona. Dipende tutto da come è fatta la scena che stiamo inquadrando e in particolare dalla posizione del sole (vedi sotto). E poi c’è una grossa componente soggettiva, legata al gusto personale. Per alcuni l’effetto prodotto dal polarizzatore è molto appagante, per altri non lo è. Io personalmente amo molto le foto fatte con il polarizzatore e quindi tendo a tenerlo sempre montato quando mi sposto in viaggio.

IL CIELO:Il cielo è quello più beneficato in assoluto dal filtro polarizzatore. Infatti la luminosità del cielo è in buona parte costituita da luce polarizzata ed eliminando questa componente di luce si riesce a far uscire tutto il dettaglio che c’è. Il celeste si scurisce tantissimo fino a diventare blu, sempre più scuro e certe volte anche completamente nero. Allo stesso tempo viene esaltato il bianco delle nubi, tanto da renderle più dense e tridimensionali.

LA FOSCHIA: La luce eliminata dal polarizzatore permette di rendere più nitide le scene in cui c’è della foschia, specie quella fastidiosa estiva che sbianca i colori e confonde gli oggetti all’orizzonte. In certe situazioni, il filtro vi salverà proprio quegli scatti che altrimenti uscirebbero scialbi e poco appaganti.

GLI SPECCHI d’ACQUA:Un’altro tipico uso di questo filtro sono gli specchi d’acqua. La superficie riflettente di uno stagno o di un lago può essere quasi completamente annullato fino a rilevare tutto ciò che sta sotto il pelo dell’acqua e che di solito è ciò che da colore all’acqua. L’importante è che l’acqua sia ferma (altrimenti non si potrà comunque vedere sotto). Ci sono giornate estive in cui il mare di una spiaggia o quello di una scogliera visto tramite un polarizzatore non si riconosce, le barche sembrano volare. Stessa cosa vi sarà capitato quando usate gli occhiali da sole. L’effetto migliora di molto quanto più state sulla verticale dell’acqua.

LE FOGLIE e L’ERBA:Il fogliame ed anche l’erba creano dei fastidiosi riflessi, che rendono i colori della vegetazioni molto sbiaditi in foto. Se infatti guardate al 100% una foto di un prato o di un albero in pieno sole vedrete tante piccole luci bianche. Queste sono dei micro riflessi che si creano appunto sulla superficie della vegetazione. Con il filtro polarizzatore annullate questi riflessi guadagnando tanto dettaglio e qualità dei toni.

LA GAMMA DINAMICA:Quando inquadrate un panorama diurno vi sarà capitato di avere una foto quasi completamente bianca sopra (quindi bruciata nelle luci) e quasi completamente nera sotto (quindi bruciata nelle ombre). Questo perché spesso la differenza di luminosità tra cielo e terra è spesso molto ampia, più ampia di quanto possa fare la macchina fotografica. In termini tecnici è un problema di gamma dinamica. Il polarizzatore poichè scurisce il cielo, vi permette di risolvere un parte questo inconveniente, rendendo dei panorami molto più simili a quelli che vedete ad occhio nudo (l’occhio umano è più sensibile del sensore). Non è l’unico modo o il modo più efficace per risolvere il problema di una gamma dinamica insufficiente, però può aiutare.

IL CONTRASTO e LA SATURAZIONE:In generale l’effetto che si ha usando il filtro polarizzatore è descritto come un’aumento dei contrasti e della saturazione. Questo è un modo molto superficiale con cui viene descritta la cosa. Certo .. un qualche fondamento questa affermazione ce l’ha, perché appunto una foto fatta con questo filtro a prima vista sembra più carica nei colori. Però in realtà non è proprio così, intanto perchè questo effetto avviene solo in certe zone della scena, e perchè è legato al passaggio di un certo tipo di informazione ed alla soppressione di altro. Per questo non si può avere un effetto simile in post produzione. La foto col polarizzatore è semplicemente una foto diversa da quella senza. 

 

TUTTO DIPENDE DALLA POSIZIONE DEL SOLE: Se una mattina vi mettete davanti ad un panorama e inquadrate in diverse posizioni, scoprirete che l’effetto del polarizzatore è molto diverso in base alla direzione in cui inquadrate. In certe zone l’effetto sarà minimo ed in altre l’effetto sarà fortissimo. Questo dipende da come la luce ha rimbalzato nell’atmosfera ed è arrivata a voi. Senza fare tante chiacchiere queste sono le condizioni in cui il filtro funziona bene / male :

* EFFETTO MASSIMO : Sole ai lati rispetto a dove state inquadrando
* EFFETTO NULLO : Se inquadrate verso il sole o con il sole alle spalle
* EFFETTO MASSIMO : Se il sole è basso sull’orizzonte
* EFFETTO NULLO : Se il sole è allo zenit (tipo mezzogiorno in estate)

Il fatto che l’effetto non è uniforme intorno a noi, può essere un grosso problema quando si usano grandangoli molto spinti perché questi catturano gran parte del cielo ed nella stessa foto appariranno zone più scure ed altre più chiare, addirittura una parte del cielo nero ed una bianca. In questi casi, in Post-Produzione bisognerà correggere localmente per ripristinare l’ uniformità.

 

 

I CONTRO :
* Il filtro (anche quando non è attivo) assorbe un bel pò di luce, circa 1-2 stop (dipende dal modello che avete). Quindi se c’è poca luce e scattate a mano libera può essere un problema (rischiate il mosso), ma queste sono anche le situazioni in cui di solito è poco efficiente per cui conviene semplicemente svitarlo e scattare senza. Può però tornarvi utile quando fate le lunghe esposizioni come se fosse un ND da 1-2 stop.

* I colori delle foto possono apparire più freddi di quello che sarebbero senza filtro. Questo avviene soprattutto con filtri di bassa qualità. Basta compensare il bilanciamento del bianco quando si sviluppa la RAW ed il problema si risolve quasi completamente.

* Ogni volta che si cambia inquadratura bisogna agire sull’anello trovando la posizione più corretta. Ogni volta! –> quindi perdita di tempo.

* Come detto quando si usano grandangolari molto spinti l’effetto del grandangolo non è uniforme e la resa dei colori può venire a zone / macchie.

* E’ difficile, scomodo o del tutto impossibile usare il polarizzatore quando è montato anche il paraluce. 

* E’ difficile o scomodo usare il polarizzatore in cascata ad altri filtri sia a vite che a lastra. Nel caso il polarizzatore deve essere il primo della lista.

* Non si può fotografare con gli occhiali da sole. Gli occhiali sono loro stessi dei filtri polarizzatori. La somma dei due annulla tutta la luce che arriva all’occhio.

* Non funziona con i riflessi veri e propri, nel senso degli specchi

 

QUALE COMPRARE ? Difficile dare dei rifermenti generali. Diciamo che a differenza degli altri tipi di filtri (come gli ND), i polarizzatori sono tutto abbastanza buoni, basta restare sulle marche più conosciute. E’ difficile cioè che un filtro polarizzatore vi dia una dominante significativa, o riduca sensibilmente la nitidezza delle immagini. In ogni caso questo sito polacco è l’unico che conosca che ha fatto dei test comparativi sistematici sui vari modelli di filtro e secondo me è un ottimo punto di partenza: http://www.lenstip.com/139.1-article-Polarizing_filters_test_2015.html

 

 

APPROFONDIMENTO 1 :
La luce polarizzata si crea ogni volta che la luce solare rimbalza su qualcosa. Nel panorami questo qualcosa sono tipicamente le goccioline d’acqua in sospensione in atmosfera (quella cosa che chiamiamo foschia). Un’altra fonte come accennato sono le punte dell’erba o delle foglie. In qualche modo tutta la luce che osserviamo è fatta in parte di luce polarizzata mischiata per così dire a quella normale, ma non sempre è così abbondante da far si che vediate una differenza quando la eliminiate montando il filtro.

 

APPROFONDIMENTO 2 :
Abbiamo detto che il filtro funziona al meglio quando il sole è di fianco all’inquadratura. Se guardiamo verso il sole o dalla parte esattamente opposta, la luce sarà quasi totalmente diretta, ed il filtro poco efficace. Invece quando il sole ci è di fianco molta parte della luce che vediamo ha dovuto rimbalzare per arrivare a noi. Nel caso che vogliate fotografare controluce (ad esempio un sole che sorge) conviene rimuovere tutti i filtri, compreso il polarizzatore, per ridurre i problemi di flare.

 

CONSIGLIO: Come tutti i filtri a vite, piuttosto che comprare un filtro per ogni obiettivo che si possiede, conviene comprarne uno grosso (del diametro dell’obbiettivo più grosso che abbiamo) e poi usarlo sulle altre ottiche più piccole con gli anelli adattatori (nei limiti di diametri vicini. ad esempio passare da 82 a 77 è fattibile, da 82 a 58 no). 

 


 

ALTRI ESEMPI e CONFRONTI 

Uno angolo di paradiso in Nuova Zelanda, Gennaio 2013

 

Un cielo magnifico in Nuova Zelanda, Gennaio 2013

 

 

 

– CONDIVIDI QUESTA PAGINA –

This entry was posted in Pillole di Fotografia.

2 Comments

  1. Emanuele - Recyourtr 30/07/2018 at 23:53 #

    Ciao, ho comprato un polarizzatore Hoya da pochi giorni, lo sto montando su un 28-70 3.5-5.6 sony con una sony a7; dalle prime foto sembra proprio piacermi. Il problema è che in viaggio non è sempre possibile avere il tempo di valutare tutto. Il tuo articolo comunque è davvero molto interessante. Complimenti.

    • GGG_giovanni gambacciani 27/09/2018 at 10:53 #

      guarda… è principalmente una questione di abitudine. Appena impari quali sono le situazioni in cui può servire poi è un attimo: lo monti e con il dito trovi in un attimo la posizione perfetta per massimizzare l’effetto. vedrai che imparerai in fretta. contento di essere stato utile.

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*