Luglio 2016 – Lapponia, Storia di una calda estate

Luglio 2016

8 giorni, 1 auto,  2000 km 

5 amici, 3 paesi

molti sogni, molte emozioni


 

Day 1 – Rovaniemi, Finalnadia

Siamo stati accolti in Lapponia dal caldo sole della mezzanotte.
Poco dopo essere arrivati a Rovaniemi, prima tappa del nostro tour.
Abbiamo fatto una passeggia per la moderna città.
Qui eravamo sulla riva del fiume Ounasjoki che scorreva placido da Nord.
Sopra di noi nuvolette di vapore correvano, apparivano e scomparivano.
Solo il sonno del volo ci ha riportato verso l’Hotel.

Il cartello di pericolo con la mano che spunta dal ghiaccio mi ha subito colpito.
Questi non sono posti da caldo e da acqua liquida.
L’estate è bellissima ma per loro è una specie di anomalia.
La Vita qui è fatta di ghiaccio e di neve. 


Day 2 – Rovaniemi, Finalnadia

Questo è il museo dell’ Artikum.
E’ un lungo edificio su due piani e come ogni museo è fatto di stanze e corridoi.
Alcuni ambienti raccontano la natura. 
Altri le tradizioni Sami.
Altri ancora mostrano la meccanica del sole di mezzanotte,
ed il formarsi dell’aurora.

Ecco una magnifica alce, uno degli animali simbolo dell’a Lapponia.
Peccato che questa fosse solo una versione museale, anche se perfettamente conservata. 
Senza appostamenti, e’ raro incontrare una renna vera, in carne, ossa, muscoli e corna. 
Sono animali giganteschi ed anche molto schivi.

Questi sono alcuni dei vestiti tradizionali Sami.
Sono abiti particolarmente colorati e incredibilmente rifiniti.
I dettagli anche solo dei copricapi sono infiniti e curatissimi. 
Invece i pantaloni, le scarpe, gli accessori ed altri dettagli sono fatti con le pelle di renna.
Questo in particolare è un vestito da cerimonia, probabilmente usato per un matrimonio.

La particolarità maggiore di questo luogo è però il tetto, o meglio la copertura vetrata. 
Tutto l’ambiente del museo è sovrastato da una grande cupola trasparente che sovrasta il corridoio centrare.
Gli architetti che hanno progettato questa struttura perchè i visitatori potessero sempre vedere il cielo.
Perchè potessero sedere e godere del magnifico spettacolo dell’Aurora.


Day 2 – In viaggio verso Inari

Lunghe strade, nessuna presenza umana, tanti alberi e cieli magnifici.
Così corrono lenti i chilometri tra Rovaniemi e Inari.
Il senso di pace e di relax ti avvolge e ti coccola.
I ricordi dell’italia, del caos cittadino, del traffico delle tangenziali si sciolgono e si rarefanno.
La mente si predispone su di una frequenza diversa, la frequenza della natura.

Ci fermiamo in una radura, alla sommità di una tozza collina.
Quanto basta per sovrastare le cime degli alberi e godere dell’orizzonte.
Un maestoso nuvolone proprio davanti a noi, si torce e sgomita.
E’ un violento temporale estivo con tanto di fulmini ed arcobaleno.
Sopra di noi tanto azzurro.
Intorno a noi verde a perdita d’occhio.

Abituati a stare dietro l’obbiettivo,
ogni tanto fa piacere avere qualche foto di se stessi,
magari con un arcobaleno magnifico come cornice.
Grazie Gabriele per questa bella foto.

Foto dell’amico Gabriele Menis – http://www.fotomenis.it/

Uno scorcio di meraviglia a pochi metri dalla strada.
Dopo tanti fitti alberi improvvisamente un lago.
Così accosti, scendi, sgranchisci le zampe.
Poi ti appoggi ad uno scoglio e ti gusti lo spettacolo.
Non saprei dire se fosse lo stesso identico arcobaleno visto prima, o un suo qualche parente.
Ma un arcobaleno è sempre un arcobaleno.
Sorprendente ogni volta.

Ci siamo spinti nel folto di un bosco, alla ricerca di funghi e di bacche e di corna di alci. 
Stando tra le fitte piante si ha ben poco orizzonte: lo sguardo è chiuso da pareti vegetali.
Ma basta guardare sopra di noi per trovare un nuovo sbocco agli occhi e all’anima.
Il cielo è sempre uno spettacolo anche quando spunta da dietro le cime degli alberi


Day 2 – Arrivati a Korpikartano

Korpikartano è uno dei posti più accoglienti ed autentici di tutta la zona di Inari.
Una vecchia falegnameria convertita in ricovero per viandanti.
Proprio sul bordo di un grande lago.

Ci accoglie la luce calda della sera, un pò tramonto, un pò sole di mezzanotte.
La luce arancione che filtra dagli alberi colora la riva e rincuora i viaggiatori.

Questo particolarissimo fiore cresce nelle zone paludose o cmq molto umide.
In finlandese si chiama Luhtavilla.
Assomiglia un pò ai nostri soffioni o alla lanugine dei pioppi che resta impigliati nei prati.
Ce ne sono distese .. e mossi dal vento creano uno spettacolo incantevole.
E’ bello avere a disposizione la notte per poterne godere.

L’estate lappone non è una estate vera, anzi è più simile ad un nostro autunno.
Ovunque c’è molta umidità e così i funghi vengono su proprio come funghi.
(d’altronde sono funghi, che dovrebbero fare di diverso?).
In mezzo ai boschi ce ne sono di tanti, grossi e tutti dall’aspetto molto sano,
d’altronde non ci sono così tante persone per coglierli tutti.
Ma i funghi sono una prelibatezza da gustare anche quassù,
e i lapponi sanno cucinarli molto bene,  e sono presenti in tantissimi loro piatti.

Queste sono delle bacche artiche.
Non hanno un nome in italiano, perché da noi non esistono, anche se sono stretti parenti di more e lamponi,
con la differenza che qui i frutti di bosco crescono in pianura e non in montagna.
I lapponi abbiano questi frutti alla carne, ma ci guarniscono anche dei magnifici dolci. 


Day 3 – Karasjok, Norvegia

Questo è uno dei più grandi ed importanti allevamenti di cani da slitta della Lapponia norvegese.
Si trova poco fuori la cittadina di Karasjok, subito dopo il confine con la Finlandia.

Qui gli Husky vengono allevati come animali da soma, e quindi hanno tutti una corporatura massiccia e potente.
Sono anche tutti diversi tra di loro, il colore del pelo o degli occhi non è importante quando c’è da faticare.  
D’estate l’allevamento è pieno di “piccoli” che nascono in primavera. Quando siamo passati noi ce n’erano 12.
Nei mesi estivi, gli adulti riposano nelle loro cucce e solo raramente si impegnano in qualche allenamento.
Poi con il ritorno della neve… tutti insieme, grandi e piccoli, pronti a tirar le slitte attraverso i magici boschi.

Come fai a non amare cuccioli come questi ? 
Teneri e bellissimi.
Alcuni erano impauriti da noi visitatori.
Altri molto vispi e reattivi.
Tutti di una dolcezza infinita.

Mi hanno messo in braccio questo cucciolo tenerissimo.
Mi hanno detto : “dai, dagli un nome” …
“Ansel, senza dubbio Ansel ! come il grande Adams!! ”
… però poi non me lo hanno lasciato portare a casa … il mio Ansel !
Crudeli !  

L’ Engholm Husky oltre all’allevamento dei cani è anche una specie di Hotel.
All’interno dell’area sono sparse delle casette di design, che vengono affittate a chi decide di passare qui qualche notte.
C’è anche una sauna riscaldata a legna e una vasca idromassaggio all’aperto.

Sven Engholm è l’artista e artigiano che crea queste incredibili costruzioni.
Lui sfrutta tutti materiali facilmente reperibili sul territorio,
come il legname dei boschi, o le corna che le renne perdono in primavera.
Un vero trionfo di creatività e riciclo.

In Lapponia sono molto goderecci ed ogni casa ha una stanza dedicata al barbecue.
Loro la chiamano Kota.
Di solito è a una capanna di legno a pianta ottagonale, più raramente quadrata.
Quello che non manca mai è il braciere al centro che sta sotto un buco nel soffitto per far uscire il fumo (le più moderne hanno la cappa ed il camino),
e tutto intorno ci sono le panche dove sedere e mangiare. Si sta caldi, ci si gode la compagnia degli amici e si mangia bene. 

Questa al centro di Engholm Husky è davvero una delle più grandi che abbia mai visto.
Ci si può mangiare in un paio in una ventina di persone senza problemi.
Il braciere è enorme e tutto è ricoperto di comode pellicce.

 


Day 3 – Verso nord

Proseguendo il cammino all’interno della Norvegia,
ed allontanandosi dalla Finlandia,
il paesaggio inizia a cambiare decisamente.
La pianura lascia spazio alla collina, e poi alla montagna.
I boschi si diradano e la terra diventa brulla.
Anche l’architettura muta, i colori diventano più accesi, i tetti ancora più spioventi. 

Questa è una classica chiesetta norvegese, rossa e con con forme acuminate.
Questa intrinseca propensione al cielo le rende uniche e forse più vicine a quel creatore a cui si rivolgono.

L’animale più importante e simbolo stesso di tutta la Lapponia è certamente la Renna.
Questo quadrupede ha permesso all’uomo di colonizzare queste terre tanti secoli fa.
Ancora oggi fornice la principale fonte di sussistenza per gli abitanti del luogo.
Poco più piccolo di un cavallo, la renna si sposta in piccoli branchi, all’interno di gigantesche regioni recintate.
E’ facile vederle ai bordi delle strade, perché vengono a cercare un poco di tepore
e un minimo di difesa dagli insetti che invece abbondano l’interno dei boschi.

Ma è molto difficile avere un contatto con loro.
Appena ti avvicini scappano ed è praticamente impossibile arrivare a toccarle o accarezzarle.
In questo casi conviene aspettare tranquilli, in modo che si abituino alla tua presenza,
e sperare che il loro girovagare le porti vicino.
Portare un òungo tele obbiettivo  è una buona soluzione per cogliere qualche immagine ravvicinata come queste.
Queste sono fatte con il 100-400 a circa 300mm.

 Trollholmen: queste strane rocce poste a semicerchio sono dei Troll !!

La leggenda racconta che un gruppetto di Troll stessero cercando la via d’uscita dal fiordo,
e gli fu detto che all’estremità della penisola sarebbe passata una nave.
La nave però non arrivò, il sole sorse e loro, essendo Troll si pietrificarono per l’eternità.

 Abbiamo lasciato l’auto in un piccolo spiazzo all’inizio di questa penisola lunga meno di 1 km.
Camminando su di un comodo sentiero erboso, che in parte passa sopra la scogliera,
abbiamo raggiunto l’estremità rocciosa su cui si apre una piazza
di pietra e ghiaia in cui loro, i Troll, si riuniscono immobili da migliaia di anni.
Sullo sfondo lo splendido paesaggio del fiordo e con esso un cielo estivo da favola.
 

Eccomi intendo a catturare questo cielo fantastico.

Foto dell’amico Gabriele Menis – http://www.fotomenis.it/

Camminando per la penisola ci siamo imbattuti in questo piccolo golfo
di forma perfettamente circolare usato come porticciolo.
I colori e riflessi della natura, come si vede, son davvero unici.


Day 3 – Sul fiordo i Polsanger

Siamo arrivati al nostro cottage che era sera tardi ormai (sulla E69, Norvegia).
Dopo molte ore di auto avevamo risalito più di metà del lungo fiordo di Porsanger, quello che “sfocia” a capo nord.
Ci saremmo dovuti fermare e riposare per la notte.
In realtà il tempo passava a contemplare i temporali che si ricorrevano,
le nuvole che si formavano e si dissolvevano davanti ai nostri occhi,
con noi dentro e fuori la sauna a farci beffa del mondo.
La notte, quella notte, non è arrivata.

  

Un momento di relax intorno al fuoco contemplando quel paesaggio incredibile.


Day 4 – Hammerfest (Norvegia)

Un altra giornata di grazia sulla costa norvegese.
Un’altra giornata di sole e caldo.
Una giornata perfetta per costeggiare i fiordi e le insenature che portano ad Hammerfest.
Cartoline di pace e relax. Armonia, colore, silenzio ed aria buona.
Chi non vorrebbe avere una di quelle casette lì ? 

Situata alla latitudine di 70° 39′ 48″ N,
Hammerfest sostiene di essere la città più a Nord del mondo
Lo stesso titolo è rivendicato da altri due centri abitati:
Honningsvåg, sempre in Norvegia, e Barrow, in Alaska.
Ma dipende da cosa si intende esattamente per “città”.

Questa città è forse delle tre l’unica città vera.
Ha migliaia di anni di storia alle spalle e oggi conta ben 5000 abitanti.
E’ stata protagonista delle guerre napoleoniche, è stata conquistata dagli Inglesi
e poi rasa al suolo dai Nazisti in ritirata durante la seconda guerra mondiale.
Una città a tutti gli effetti insomma, con una sua identità e molte cicatrici.
Oggi invece è famosa soprattutto per “Capitan Findus” … 

   

Questa particolare chiesa moderna è una delle chiese di HammerFest.
Si trova in alto, sulla collinetta a picco sul mare proprio prima di entrare in porto, 
e da lì si domina su di un paesaggio bellissimo.

Anche se di costruzione moderna, ricorda nelle sue linee acuminate,
le chiese tradizionali della Norvegia e più in generali quelle del nord europa.

Quella mattina il cielo era solcato da nuvole di ogni forma e dimensione
e la luce solare continuava a cresce e diminuire a seconda che riuscisse o meno a filtrare tra queste nubi.
Sullo sfondo, quelle che sembrano montagne in realtà sono la sagoma di una grande isola, quella di Soroya 

Questo è il ponte Kvalsundbrua, che permette di raggiungere HammerFest.
La città infatti sorge sulla costa ovest di una isola staccata dal resto del continente.
I due lembi di terra qui distano appena 700m.


Day 4 – Finalmente CapoNord (Norvegia)

L’isola di CapoNord è un posto mitico.
Mitico per la sua posizione geografica e la sua storia.
Ma è anche un posto incredibilmente bello.
Insenature, baie e piccoli fiordi.

Il famoso monumento a forma di globo sancisce il punto più estremo,
ma il bello sta tutto in quello che c’è prima di arrivarci.
La strada stessa è una roba ta togliere il fiato.
Si snoda sinuosa km dopo km, attraversando scenari incantati.
Ti senti in una vera missione alla fine del mondo.
Ogni curva, ogni scollinamento è un vortice di emozioni,
l’occhio ed il cuore si perdono in scenari come questi. 

CapoNord ci ha accolti così… col bel tempo ed un cielo magnifico.
La signora all’ingresso (perchè c’è un ingresso a CapoNord e si paga pure per entrare),
ci ha raccontato che erano settimane che non si vedeva una nottata tanto splendida.
Tutta l’isola che abbiamo attraversato prima di arrivare era inondata dalla luce calda del sole di mezzanotte,
e queste strane nuvole filiformi facevano il resto.
Ci siamo fermati un milione di volte per fotografare e contemplare il cielo,
ma allo stesso tempo dovevamo arrivare prima che chiudesse.

Sua maestà il sole di mezzanotte… proprio a mezzanotte .. proprio a CapoNord!
Insomma .. un momento di perfezione, nel luogo più remoto d’Europa.
I tanti chilometri percorsi per arrivare fin lassù, là dove finisce tutto, sono stati ricompensati.

Quella notte, come molte notti a capo nord c’era un vento davvero molto forte,
ed anche con il treppiedi, ho dovuto fare quasi un centinaio di foto per averne qualcuna non mossa.
Questa qui è realizzata con il 100-400 fondendo ben cinque scatti che per combinazione erano tutti e cinque quasi fermi.

E qui ovviamente noi, per la inevitabile foto di gruppo

Foto dell’amico Gabriele Menis – http://www.fotomenis.it/

La strada del ritorno qualche ora dopo ci ha presentato ancora magia.
L’asfalto era lo stesso,  ma forse solo quello era restato immutato.
I nostri cuori erano decisamente diversi e così la luce ed il cielo.
Quelle due ore passate al promontorio erano state sufficiente a stravolgere colori e paesaggi.
Tornare indietro è stata un’avventura ed una scoperta nuove. 

Tra tante bellezze una romantica vista su di uno dei più eleganti Ecomostri di Honningsvåg.
Questi norvegesi non hanno cura delle loro bellezze.
Tutto quel cemento avrebbe meritato un contesto più appropriato, ed invece la luna,
i riflessi e tutta la baia rovinano la maestosa opera dell’uomo che si scaglia aerodinamica verso il cielo. 

Usciti da un tornante abbiamo visto un enorme gruppo di renne sulla nostra destra, che quasi ricoprivano la collina.
Abbiamo accostato prontamente l’auto e ci siamo appostati per cercare di fargli qualche foto.
Ma per ogni passo che facevamo verso di loro, loro ne facevano due per allontanarsi da noi e così abbiamo scalato la collina quasi per nulla.

Alla fine però quando tutto il branco era fuori dalla nostra portata, il maschio,
quello più grande e “cattivo” è tornato un poco verso di noi a controllare che avessimo capito la lezione.
Sono riuscito ad immortalarlo in questo suo moto di “rimprovero” nei nostri confronti

Questa immagine rappresenta perfettamente il paesaggio brullo della tundra artica sull’isola di capo nord.
Per via delle condizioni climatiche avverse nessun albero riesce a crescere e così l’occhio si perde all’orizzonte senza nessun ostacolo. 


Day 5 – Alta (Norvegia)

Questa simpatica renna stilizzata,
non è un logo realizzato di qualche abile “grafico” dei nostri tempi,
ma opera di un talentuoso “artista” vissuto circa 5-6000 anni fa.

Nei pressi della città norvegese di Alta c’è un sito archeologico con più di 3000 incisioni di questo tipo,
realizzate in alcune pareti di roccia affioranti dalla vegetazione.
Un vero e proprio museo a cielo aperto che apre uno spiraglio su ciò che era la vita,
gli usi e costumi, l’alimentazione, ma anche i sogni ed i desideri dei primi esseri umani
che vissero in questa regione tanto remota e difficile.

Oggi questo specifico graffito è uno dei simboli del museo http://www.alta.museum.no/
e campeggia anche su molte T-shirt. Io me ne sono comprata una ovviamente …

Qui invece vi è rappresentata una scena di pesca. I pescatori a bordo di una imbarcazione distendono una rete in profondità. 

 Questa è una delle areee più ricce di disegni.
Sono ampie rocce affioranti in prossimità della costa.
Il colore rosso delle incisioni deriva da un restauro di inizio 900 per permettere a tutti di vedere meglio le forme anche senza doversi avvicinare.
Perchè ovviamente si può percorrere solo il sentiero guidato per non alterare lo stato della pietra incisa.

appena finito il percorso del nostro tour tra le incisioni,
siamo usciti dalla boscaglia ci si para davanti questo spettacolo.
La fitta coltre di nubi che ci aveva accompagnato fin dal mattino
si era come improvvisamente increspata creando sopra di noi un tetto incredibile.
Un tetto che solo i cieli di queste latitudini sanno regalare.
Come si vede la tundra ha già lasciato spazio a alcune piante, piccole e rarefatte ma frequenti.


Day 6 – Hetta (Finlandia)

Dopo tanti Km percorsi tra i boschi norvegesi,
e con la vegetazione ormai sempre più fitta ed impenetrabile,
man mano che ci si spingeva di nuovo verso sud,
siamo rientrati in Finlandia e ci siamo fermati nella cittadina di Hetta. 

Abbiamo fatto una cena in una meravigliosa Kota completamente ricoperta di pelli di Renna,
sul bordo di un pittoresco laghetto. Erano le 22 circa e come d’incanto….  
la giornata che era stata grigia fino a quel momento, si trasforma in un tripudio di colori.

Una luce magnifica ha iniziato a diffondersi e qualunque cosa baciasse diventava straordinaria.
Con quella luce, anche questa piccola zattera ormeggiata sul bordo del lago è diventata il soggetto perfetto per una foto quasi perfetta.
Ho scoperto poi che quella casetta sulla zattera in realtà è una sauna che usano spesso anche per vedere l’aurora…
d’inverno se ne vanno al centro del lago, sotto il cielo solcato di verde e al calduccio si godono lo spettacolo.
Hai capito questi lapponi … 

  

Poi intorno alle mezzanotte, i proprietari della Kota, ci hanno portato con i fuoristrada in cima ad una collinetta,
proprio dove arrivava una seggiovia per sciatori, che ovviamente era lì …ferma… in attesa che tornasse il freddo e la neve.
Luglio non è stagione di seggiovie!

Ma il cielo era magnifico, fatto di mille striature e contrasti,
che accentuavano le sfumature del sole di Mezzanotte che si faceva beffa dell’oblio,
e continuava a girarci intorno galleggiando sull’orizzonte.

Eccoci qui intenti a cercare di catturare tanta bellezza con le nostre macchine fotografiche.
Oltre ai colori magnifici anche la luna era sorta a farci compagnia.
L’eccitazione si percepiva come cosa viva. 


 Day 7 – Attraversando la Svezia

La parte interna della Lapponia è tipicamente piatta e fitta di vegetazione.
Dal basso, spesso in mezzo agli alberi, è difficile apprezzare completamente il paesaggio,
rendersi conto in che contesto paradisiaco uno si trovi realmente.
Poi però capita che superi una collina (nei pressi di Kautokeino) e ti trovi di fronte ad un panorama così.
Gli occhi spaziano verso l’infinito ed il cuore si conforta di tanta serenità

Ad un certo punt, lasciata la strada principale, ci siamo addentrati in un dedalo di strade sterrate.
Eravamo all’interno di un bosco senza orizzonte, 
e nonostante il GPS ed il navigatore, ci siamo persi.
Stavamo cercando un lago che gli abitanti del luogo considerano la porta per un altro mondo.
Gira che ti rigira, ad un certo punto facciamo questo incontro.
Una renna burlona ci si para davanti.
Sta lì, proprio in mezzo alla strada, e ci guarda, e noi guardiamo lei.
Sono animali schivi e di solito scappano, ma questa no, voleva farsi fotografare.
E’ stata lì per un bel po’ e poi quando ha capito che la sessione fotografica era conclusa,
si è girata e se n’è tornata nel suo bosco.
Burlona e Vanesia!

Questo monumento si trova in Svezia proprio al confine con la Finlandia,
e rappresenta il punto dove passa il circolo polare artico (66°33’39”).
Hanno costruito questo imponente cerchio con le principali bandiere del mondo,
e all’interno il classico globo stilizzato in metallo che ricorre spesso nei momumenti scandinavi.
 
In questo caso a deturpare il paesaggio, un viaggiatore (io) di rosso vestito.
Farei notare il pessimo tempo metereologico, tipico della Svezia che continua ad ossessionarci nel viaggio.

    


Day 8 – Girellando per Kukkola

Questi finnici sono proprio dei barbari,
gente senza storia e senza cultura, restata all’età della pietra.
Vivono ancora nella capanne, poco più che bestie, in posti sporchi, puzzolenti,
senza nessun confort. Chissà se hanno almeno l’elettricità !
E poi il meteo… ti rendi conto che quelli non sanno neanche che cosa sia una giornata di sole con il cielo azzurro! 
Che posti orribili … 

Ecco, questa è una tipica casa di una tipica famiglia finlandese,
all ‘interno del borgo di Kukkola, ridente cittadina nella valle del Tornio, poco a nord di Kemi.

 Questa in particolare è una casa abbandonata sul lato Finlandese,
e anche un pò pericolante, nascosta in mezzo alla vegetazione.
Le giornate estive, quassù, sono una esplosione di colori ed una gioia per gli occhi.

 

Il sole cerca di farsi largo dietro una grande e candida nuvola bianca.
I suoi raggi potenti solcano l’atmosfera e creano giochi pazzeschi.
Peccato che in fotografia non renda completamente.

 


Day 8 – Rafting

In estate la Lapponia si libera dalla trappola di ghiaccio in cui la costringe l’inverno,
ed iniziano un sacco di divertimenti tipicamente estivi.
Uno di questi è il rafting, che come tutti sanno, consiste in un gruppo di pazzi
che decidono volontariamente di buttarsi in mezzo alle rapide di un fiume impetuoso.
Beh… sarà una roba folle ma è divertentissimo!
Provare per credere !

Nello specifico queste rapide sono quelle che il fiume Tornio
genera in prossimità di una strettoia,
proprio dove sorge la cittadina di Kukkola

 


Day 8 – Il tramonto e la notte

Una cena rifocillante a base di pesce del fiume:  il famoso Coregone del fiume Tornio.
Davvero una prelibatezza specie se cotto sulle braci. 
Questo si che è il vero Km zero.

l Sole di Mezzanotte sul Fiume Tornio, mentre sorseggiavamo birra.

Le betulle che circondano la riva del fiume, colorate dal sole di mezzanotte.

La notte ci ha permesso anche di fare un giretto per il “centro” di Kukkola con il ristorantino e la statura di Raftsman Lauttamies

La gente di Kukkola usa ancora queste antiche piattaforme in legno costruite sulle rive del fiume Torino per pescare.
E’ una attività molto faticosa, che si fa in piedi con dei retini montati su lunghe pertiche.
In pratica si deve infilare il retino in acqua e seguire il flusso della corrente per qualche metro.
si deve sospingere il retino un poco più veloce dell’acqua nella speranza che
un incauto pesciolino passi proprio di lì in quel momento e resti intrappolato.
Se non si è preso nulla, si solleva la pertica e si ricomincia.
Sono stato ore a vedere questi gesti antichi, ripetuti come in una cerimonia.
Affascinante

 

Un piccolo amico pennuto si scalda al sole di mezzanotte al bordo del Fiume.
Pur essendo stata un’estate particolarmente calda, la notte saliva un pò di freddo e di umidità,
specie in prossimità del fiume e quindi cosa c’è di meglio che stare appollaiato lì sul ramo a godersi il tramonto? 

   

Eccomi nella calda luce del sole di mezzanotte in attesa di trovare qualche bel soggetto da fotografare.

Foto dell’amico Gabriele Menis – http://www.fotomenis.it/

 Poi sono arrivate le nubi e tutto piano piano si è fatto cupo.
Sembrava improvvisamente arrivare quella notte che ci eravamo dimenticato potesse esistere. 

Persino la luna ha iniziato a fare capolino.
In opposizione al sole.

 Qui ormai più mattino che sera, e nonostante il cielo completamente coperto,
c’era abbastanza luce da poter uscire in barca tentando di pescare qualcosa.
Non abbiamo preso nulla, ma ci siamo divertiti e io ho avuto l’occasione di fare e
farmi qualche foto da un punto di vista privilegiato.

 


Day 9 – ritorno

  Avventura finita. Un areo cattivo mi riporta verso casa.
Il cielo è ancora azzurro e pieno di nuvolette, resteranno indelebili nella mente.
Ma so che è un arrivederci e non un addio,
per questo parto sereno e appagato.
So che ci saranno altre occasioni, altre avventure, altre foto da scattare …

 Un piccolo ricordo pr se e gli amici.
Un pizzico di sapore lappone da tenere sullo scaffale di casa,
e da assaggiare nelle fredde serata invernali.

 

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